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	<title>Filosofia pratica</title>
	<link>https://filosofia-pratica.it</link>
	<description>Filosofia pratica</description>
	<pubDate>Fri, 11 Feb 2022 09:16:47 +0000</pubDate>
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		<title>Home</title>
				
		<link>https://filosofia-pratica.it/Home</link>

		<pubDate>Thu, 17 Jun 2021 15:13:23 +0000</pubDate>

		<dc:creator>Filosofia pratica</dc:creator>

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		<description>
        

            
            
                Allargare la visione del mondo
                
                    
                
            

            
            
                Non temere di affrontare le difficoltà
                
                    
                
            

            
            
                Avere fiducia nei propri pensieri
                
                    
                
            

            
            
                Vivificare la vita
                
                    
                
            

        

        
        
            var slideIndex = 0;
            carousel();

            function carousel() {
                var i;
                var x = document.getElementsByClassName("homeSlide");
                var y = document.getElementsByClassName('videoSlide');
                for (i = 0; i &#60; x.length; i++) {
                    x[i].style.display = "none";
                }
                slideIndex++;
                if (slideIndex &#62; x.length) {slideIndex = 1}
                y[slideIndex-1].play();
                x[slideIndex-1].style.display = "block";
                setTimeout(carousel, 8000); // Change image every 2 seconds
            }
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		<title>chi sono</title>
				
		<link>https://filosofia-pratica.it/chi-sono-1</link>

		<pubDate>Sat, 19 Jun 2021 14:13:15 +0000</pubDate>

		<dc:creator>Filosofia pratica</dc:creator>

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                ︎curriculum vitae

            
                chi sono
            

            
                biografia︎
            

        


Sono counselor filosofa professionista, teacher in philosophy for children, esperta di pratiche filosofiche, media educator.




	

	Ho iniziato a praticare i metodi della ricerca finalizzata allo sviluppo del pensiero riflessivo negli anni ’90, dopo aver conseguito la laurea in Filosofia all’Università degli Studi di Milano, scegliendo l’indirizzo psicologico. Allora la Facoltà di Psicologia non era ancora stata istituita in città e i filosofi potevano intraprendere questo percorso di studi sostenendo una serie specifica di esami. 
Coniugare la filosofia con la psicologia mi ha dato l’opportunità di acquisire sensibilità e apertura verso l’esistenza umana e le persone. La filosofia mi ha permesso di sviluppare uno sguardo attento alla ricerca, alla critica, alla pluralità, al pensiero dialogico. La psicologia mi ha facilitato nel comprendere quanto importanti siano per ogni individuo la sua storia personale, unica e originale, i sentimenti, le emozioni, la sfera delle relazioni.
Dopo essermi laureata ho voluto dare concretezza a un’idea di fondo che ancora oggi mi accompagna nelle scelte personali e professionali. Sono convinta infatti che per sviluppare conoscenza e diventare protagonisti critici del nostro tempo sia necessario impegnarsi responsabilmente e agire per ciò in cui si crede, in tutti i luoghi dell’esistenza. “Fare, non c’è provare”, scriveva con sollecitudine oltre cento anni fa il filosofo naturalista americano Henry David Thoreau.Per molti anni sono stata un’appassionata studiosa dei mezzi di comunicazione di massa e degli effetti che l’eccessivo consumo di televisione può procurare sui bambini, ma non solo. Tuttavia non ho inteso questo mio interesse in senso accademico. Ho avvertito l’esigenza di riversarlo nei contesti sociali e trasformarlo in percorsi che potessero sollecitare la riflessione, il pensiero, le domande di senso. 

Ancora oggi, in piena e rapida evoluzione digitale, credo fermamente che educare ai media non significhi solo alfabetizzare all’uso delle tecnologie e dei canali social, ma divenire consapevoli di ciò che ne stiamo facendo nel momento stesso della loro fruizione.Circa dieci anni fa ho sentito emergente il desiderio di riprendere gli studi filosofici. Ho frequentato il master triennale di II livello presso la ‘Scuola Superiore di Counseling Filosofico’ di Torino e ho conseguito il diploma in Philosophical Counseling. Nel frattempo ho ottenuto la qualifica di Teacher in Philosophy for Children &#38;amp; for Community (P4C) presso il CRIF di Roma (Centro di Ricerca sull’Indagine Filosofica), unico centro italiano accreditato secondo il metodo del filosofo americano Matthew Lipman.

Ho fatto della pratica la mia fonte di conoscenza, e dei metodi della filosofia la via per alimentare il confronto e il dialogo nelle numerose realtà nelle quali ho operato.


	



&#60;img width="1823" height="1600" width_o="1823" height_o="1600" data-src="https://freight.cargo.site/t/original/i/66cab5a85130eabdf27f4ff2f326c7c50c54c39ae6f0b6d7eeed9cf819d0537a/DSC04071---Copia-2.jpg" data-mid="135355936" border="0"  src="https://freight.cargo.site/w/1000/i/66cab5a85130eabdf27f4ff2f326c7c50c54c39ae6f0b6d7eeed9cf819d0537a/DSC04071---Copia-2.jpg" /&#62;
Ciò che spero di riuscire a esprimere nella mia attività professionale è il nutrimento che la filosofia dispensa a chi la sa accogliere senza pregiudizi.Rileggere la filosofia ha arricchito la mia persona, mi ha reso confidente, più forte e più gentile al tempo stesso. Tante volte mi sono domandata se fosse il caso di tornare sui passi della mia gioventù, non più giovane. Se fosse sensato coinvolgermi in un percorso di studio lungo, con il dovere di preparare esami e rispettare scadenze. Mi rispondo sempre allo stesso modo: nonostante l’impegno, la fatica della quotidianità e le rinunce, io non ho sentito la mancanza di nulla. Bastavo a me stessa.


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	<item>
		<title>biografia</title>
				
		<link>https://filosofia-pratica.it/biografia</link>

		<pubDate>Thu, 01 Jul 2021 14:57:34 +0000</pubDate>

		<dc:creator>Filosofia pratica</dc:creator>

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			︎ chi sono
            

            
                biografia
            

            
               curriculum vitae︎
            

        
    
    Vivo a Milano, la città nella quale sono cresciuta.




	

	
			
&#60;img width="596" height="398" width_o="596" height_o="398" data-src="https://freight.cargo.site/t/original/i/b6f5538edc7201646303ffe517f3d99d8adc8cbe76a1c0e4ee46ad44f3871ec7/image001-5.jpeg" data-mid="112810957" border="0"  src="https://freight.cargo.site/w/596/i/b6f5538edc7201646303ffe517f3d99d8adc8cbe76a1c0e4ee46ad44f3871ec7/image001-5.jpeg" /&#62;

	
    
	
Gabriele Basilico, 2011
    

	











Mi piace il ritratto di Milano del fotografo Gabriele Basilico. Nella sua bellissima Lettera alla mia città si rivolge a Milano allo stesso modo di come si&#38;nbsp; guarda alla vita, o di come la vita ci guarda: “Talvolta ho l’impressione che si manifesti in modo più nitido, all’improvviso dinanzi agli occhi, che mi informi del suo ingombro, della sua consistenza, della sua materia e della sua fisicità. La città mi investe e mi abita.” 


La vita ci investe e ci abita, porta cambiamenti, nuove&#38;nbsp; visioni, modi di sentire, di pensare e di agire spesso estranei al passato. E’ difficile raccontare di sé, ma ancora più difficile è farne un sunto che sia rappresentativo della propria vita mentre ancora la vita sta vivendo. Tuttavia, quando l’intenzione è di proporsi come professionisti non ci si può sottrarre dall’obbligo tacito di esibire informazioni sul proprio status, presentando titoli di studio ed esperienze di lavoro. 


Ma nella grafia della vita di ognuno è scritto molto di più di ciò che appare o di ciò che gli attestati e le certificazioni le attribuiscono.
Le mie origini sono piemontesi, della Granda.&#38;nbsp;








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	</item>
		
		
	<item>
		<title>curriculum</title>
				
		<link>https://filosofia-pratica.it/curriculum</link>

		<pubDate>Fri, 04 Feb 2022 13:41:17 +0000</pubDate>

		<dc:creator>Filosofia pratica</dc:creator>

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                                    ︎
                                    biografia
                                
                            
                        
                        
                        
                            curriculum vitae
                        
                    
                        
                            
                                
                                    chi sono
                                    ︎
                                
                            
                        
                    
                    
                    Curriculum vitae
                    
                    
                    
                
            
                
            

            
                
                
                
                
                    
                        Titoli di studio
                    
                    
                    
                        &#38;nbsp;Laurea in Filosofia
                            
                            
                            Indirizzo psicologico, Università degli Studi di Milano, a.a. 1985/1986 – Titolo della tesi “Gli effetti della televisione sullo sviluppo cognitivo del bambino” – 110/110 Lode – Istituto di Psicologia dell’Età evolutiva - Prof. Dario Varin.
                            
                        
                        
                    
                        &#38;nbsp;Master triennale di II livello in Couseling Filosofico e Pratiche filosofiche
                            
                            
                            Scuola Superiore di Counseling filosofico e Pratiche filosofiche di Torino, 2013/2015 – Conseguimento del diploma di Counselor filosofico professionista – Direzione: Prof. Dott. Lodovico Berra – Iscrizione Registro ISFIPP n. 15/2015.
                        
                        
                    
                        &#38;nbsp;Corso nazionale di formazione professionale in Pratica filosofica di comunità e Philosophy for Children
                            
                            
                            Scuola estiva di Acuto Centro Ricerche Filosofiche (CRIF), Roma - 2014 – Direttore: Prof. Dott. Antonio Cosentino.
                        
                        
                    
                        &#38;nbsp;Qualifica professionale di Teacher in Philosophy for Children
                            
                            
                            conseguita presso CRIF Roma – 2016 – L’attestato di qualificazione è riconosciuto dall’Institute for the Advancement of Philosophy  for Children (IAPC), fondato da Matthew Lipman, Montclair  University, USA.
                        
                        
                
                        &#38;nbsp;Corso di perfezionamento in Criminalità informatica e investigazioni digitali. Cyberbullismo, Cyberstalking, Reati d’odio tra adulti e adolescenti, tutela dei soggetti deboli 
                            
                            
                            Università degli Studi di Milano, Facoltà di Giurisprudenza, Dipartimento Cesare Beccaria – a.a. 2018/2019 – Direttore: Prof. Giovanni Ziccardi.
                        
                        
                
                        &#38;nbsp;Master universitario di I livello in  Processi di orientamento e consulenza alla carriera”
                            
                            
                            Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Facoltà di Scienze della Formazione – a.a. 2001/2002 – Direttore: Prof.ssa Cristina Castelli.
                        

                        
                
                        &#38;nbsp;Corso di perfezionamento universitario in Consulente di Orientamento
                            
                            
                            Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Facoltà di Scienze della Formazione – a.a. 1999/2000 – Direttore: Prof.ssa Cristina Castelli – Prof.ssa Maria Rosaria Mancinelli.
                        
                    
                
                
                
                    
                        Attività
                    
                    

                    
                           
                        

                        
                        
                            2015 ad oggi
                        
                                
                        
                        
                            
                                Pratiche filosofiche individuali e di comunità
                                    
                                        &#38;nbsp;corso biennale di formazione alla Philosophy for Children (P4C) e al  Dialogo socratico per gli insegnanti dell’Istituto comprensivo “A.Scarpa” di Milano;
                                        &#38;nbsp;docente di Pratiche filosofiche di comunità presso l’Università delle Tre Età (Unitre) di  Milano;
                                        &#38;nbsp;atelier di Pratiche filosofiche di comunità per l’Associazione Nestore di Milano.
                                    
                                
                            
                        
                        
                        
        
                        
                        
                        
                            2003-2007 • 2013-2021  
                        
                
                        
                        
                            
                                
                                    Tutela dei minori in ambito radiotelevisivo, cyberbullismo e social media per l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), in servizio presso il Comitato regionale per le comunicazioni della Lombardia, in qualità di funzionario responsabile delle attività e dei servizi in materia. In particolare:
                                    
                                        &#38;nbsp;responsabile delle attività di contrasto del cyberbullismo e del servizio Web Reputation aperto ai cittadini minorenni e adulti lesi nella propria reputazione digitale attraverso la pubblicazione -  su testate giornalistiche online, blog, forum e social media - di notizie, immagini, video e commenti ritenuti offensivi della dignità personale;
                                        &#38;nbsp;coordinamento, organizzazione e partecipazione alle attività di formazione rivolte agli studenti delle scuole secondarie di I e II grado della Lombardia in tema di tutela dell’identità digitale e cyberbullismo;
                                        &#38;nbsp;componente del Comitato di indirizzo del Corso di laurea magistrale in Media Education dell’Università Cattolica di Milano;
                                        &#38;nbsp;attività di studio e progettazione dei servizi per la tutela dei minori nei media e dell’Osservatorio sul Cyberbullismo per conto del Comitato regionale per le comunicazioni del Piemonte (anno 2020);
                                        &#38;nbsp;cura delle procedure istruttorie a seguito di ricevimento da parte di cittadini e associazioni di segnalazioni di presunte violazioni delle norme a tutela dei minori nei media radiofonici e televisivi;
                                        &#38;nbsp;componente dell’Osservatorio regionale della Lombardia sul fenomeno del bullismo istituito dal Ministero dell’Istruzione (ora Osservatorio regionale della Lombardia per la Costituzione, la Cittadinanza, l’Educazione) e membro della sotto-commissione sul “Patto educativo tra scuola, famiglia e comunità” ;
                                    
                                
                            
                        
                        
                        
                        
                        
                        
                            2008-2012
                        
                            
                        
                        
                            
                                Responsabile del Servizio Studi e Progettazione per l’Agenzia per il Terzo settore, organismo di livello nazionale di emanazione governativa, con compiti di coordinamento di progetti pluriennali, editoriali e di comunicazione. In particolare:
                                    
                                        &#38;nbsp;progetto di tutela dell’identità, dell’immagine e dei dati personali dei minori beneficiari di adozione a distanza nei paesi in via di sviluppo, ai sensi dell’art. 8 della Convenzione ONU del 1989, al fine di evitare la diffusione in Internet di informazioni costituenti elemento di riconoscibilità e di conseguente rischio per i bambini di adescamento in rete;
                                        &#38;nbsp;campagna di comunicazione sociale in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri “Cresce meglio lui, cresci meglio tu”, afferente al progetto tematico sulla trasparenza delle azioni nell’adozione a distanza.
                                    
                                
                            
                        
                        
                        
                        
                        
                        
                            1987-2013
                        
                            
                        
                        
                            
                                
                                    Media educator, Cultrice esperta in materia di fruizione televisiva in età evolutiva.
                                     
                                    Svolgimento di molteplici attività in regime di prestazione professionale non continuativa per conto di istituti scolastici, comuni, università, enti di ricerca, associazioni, comitati di tutela dei minori, emittenti televisive, fra le quali cito: 
                                    
                                        &#38;nbsp;consulenza pluriennale per il Servizio Educazione ai Media del Centro Didattico Cantonale di Bellinzona, Dipartimento Educazione Cultura e Sport della Repubblica e Cantone Ticino (Svizzera italiana), nell’ambito del quale sono stati realizzati corsi di formazione agli insegnanti di ogni ordine e grado del Cantone, incontri serali rivolti ai genitori, conferenze per la Televisione Svizzera Italiana, guide educative e manuali didattici;
                                        &#38;nbsp;docente estemporaneo presso l’Alta Scuola Pedagogica di Locarno (Svizzera italiana) nell’ambito del progetto annuale permanente MIT (Media information &#38;amp; technology) (ora Scuola Universitaria Professionale  – SUPSI, Dipartimento Formazione e Apprendimento);
                                        &#38;nbsp;conduzione di workshop nell’ambito della 3^, 4^ e 5^ edizione della conferenza nazionale e internazionale Medi@tando, organizzata dal Centro Zaffiria di Bellaria-Igea Marina (FC) con il supporto della Regione Emilia-Romagna: "Risorse e kit didattici per l’educazione ai media”; “Il problem solving applicato alla fiction televisiva”; “Educare alla pro-attività con i corti di animazione della Pixar”;
                                        &#38;nbsp;progettazione e conduzione del corso di formazione “Quando il film diventa luogo educativo” e del correlato laboratorio didattico rivolto agli educatori dei centri dell’extra-scuola per I.S.PE. Valcuvia – Valli del Verbano – Comunità montana – Cuveglio (Varese);
                                        &#38;nbsp;progettazione e allestimento di servizi di Videoteca di Qualità per bambini per il  Comune di Luino (Varese), nell’ambito del progetto triennale ex-lege 285/97, e per il Centro Didattico Cantonale di Bellinzona a integrazione dell’offerta della Biblioteca;
                                        
                                        &#38;nbsp;progettazione e conduzione del laboratorio di comunicazione sociale Il valore della tolleranza, finalizzato alla realizzazione di prodotti di comunicazione pro-sociale ad uso delle campagne istituzionali del Comune di Luino, in collaborazione con le scuole del comprensorio frontaliero delle Valli del Luinense (Varese);
                                        &#38;nbsp;progettazione e conduzione di programmi pluriennali di media education nelle scuole di Milano e della Lombardia per conto di istituti scolastici e assessorati comunali, dal 1990 al 2002. E’ di questo periodo la conduzione della prima sperimentazione in Italia di “Educazione alla televisione”, di durata quinquennale, realizzata nella scuola elementare di Pessano con Bornago in provincia di Milano. L’esperienza è stata presentata in vari congressi nazionali e a carattere europeo, è stata oggetto di studio da parte della Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino e per meriti didattici la scuola ha ricevuto nel 1996 il prestigioso premio Amiotti rilasciato dall’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere di Milano;
                                        &#38;nbsp;progettazione e conduzione del corso di formazione biennale Guardare la televisione con gli occhi di un bambino rivolto alle educatrici della scuola dell’infanzia, ai genitori e agli operatori di biblioteca dei Comuni di Vimercate, Oreno e Ruginello (provincia di Milano), nell’ambito del progetto Arcobaleno promosso dall’Ufficio Scolastico Provinciale di Milano;
                                        &#38;nbsp;progettazione e conduzione del programma triennale di formazione sul tema dell’influenza della pubblicità televisiva sui consumi alimentari, unitamente all’attivazione di laboratori di produzione di campagne pubblicitarie sociali per promuovere l’iniziativa “Un parco gioco in città”, nelle scuole secondarie di I grado di Vigevano, Mortara e Gambolò (Pavia), per Coop Lombardia;
                                        &#38;nbsp;progettazione e conduzione di corsi di formazione sugli effetti del consumo televisivo e sulla fruizione dei programmi televisivi - quali cartoni animati, pubblicità televisiva, TG, fiction - rivolti a genitori, insegnanti, educatori, associazioni e bibliotecari - per conto di Provincia Autonoma di Trento, Associazione Aiart, Centro Audiovisivi di Regione Lombardia, Comune di Milano, Ufficio Scolastico Provinciale di Lecco, Osservatorio sulla Comunicazione dell’Università Cattolica di Milano, Copercom-Roma, distretti scolastici e molteplici comuni delle province lombarde;
                                        &#38;nbsp;progettazione e conduzione del corso “Lingua italiana e mass-media”, rivolto agli studenti uzbeki frequentanti il corso avanzato di apprendimento della lingua italiana, per il Ministero degli Esteri e l’Università degli Studi di Tashkent (Uzbekistan);
                                        &#38;nbsp;membro del Comitato di Controllo per l’applicazione del Codice di Autodisciplina pubblicitaria presso l’Istituto per l’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) (mandato 2003-2004);
                                        
                                        &#38;nbsp;per IRRE Lombardia (ex Irrsae) - nell’ambito del programma di ricerca “Consumo televisivo e processi di apprendimento”, coordinato dal prof. Marino Livolsi, progettazione, sceneggiatura e ricerca dei materiali filmati per la realizzazione del video didattico “Attenzione, comprensione e linguaggio televisivo in età evolutiva”, corredato di dispensa esplicativa;
                                        
                                        &#38;nbsp;per l’Istituto di Psicologia dell’Età evolutiva dell’Università degli Studi di Milano e Irre Lombardia - collaborazione allo svolgimento della ricerca esplorativa “Elaborazione del messaggio televisivo e fruizione critica della televisione”, diretta dal prof. Dario Varin, Università degli Studi di Milano-Bicocca;
                                        &#38;nbsp;per IRRE Lombardia (ex Irrsae) - collaborazione allo svolgimento della ricerca esplorativa “La comprensione del documentario televisivo a carattere scientifico-divulgativo” su gruppi campione di studenti della scuola primaria e secondaria di I grado (dati non pubblicati);
                                        &#38;nbsp;per l’Istituto di Comunicazione Sociale dell’Università IULM di Milano - svolgimento della ricerca esplorativa “La comprensione e il gradimento della pubblicità televisiva in soggetti di età scolare” coordinata dal prof. Marino Livolsi (dati non pubblicati);
                                        &#38;nbsp;per RAI e Censis - consulenza per la stesura di un rapporto di analisi psico-pedagogica delle prime dieci puntate del programma televisivo per l’infanzia “L’albero azzurro” prodotto dalla RAI di Milano ;
                                        &#38;nbsp;per l’Istituto di Comunicazione Sociale dell’Università IULM di Milano - conduzione del seminario “Teorie e tecniche per la conduzione di un’intervista a soggetti in età evolutiva” rivolto a studenti laureandi e ricercatori  ;
                                    
                                
                            
                        
                        
                        
                        
                        
                        
                            1997-2002
                        
                        
                        
                        
                            
                                Consulente di orientamentoper il Settore Politiche del Lavoro della ex-Provincia di Milano (ora Città Metropolitana di Milano), in qualità di responsabile del coordinamento dei servizi di orientamento al lavoro, unitamente alla conduzione di colloqui individuali di orientamento e sessioni di bilancio di competenze per persone in cerca di occupazione.
                            
                        
                        
                    
                    
                    
                        
                            Pubblicazioni
                        
                        
                            Libri e saggi brevi:
                        
                        
                        
                            
                                
                                    &#38;nbsp;Usare la Tv senza farsi usare - Edizioni Sonda, Casale Monferrato (Al), 2002
                                    &#38;nbsp;La qualità televisiva come risorsa per crescere – in Ragazzi che Tivù, edizioni 3D, Milano, 2006  
                                    &#38;nbsp;Occhio alla Tv - Guida educativa e didattica, Edizioni Centro Didattico Cantonale, Bellinzona, Repubblica e Cantone del Ticino (Ch), 2003
                                    &#38;nbsp;Essere senza lavoro, in L’orientamento come promozione all’inserimento occupazionale, a cura di Maria Rosaria Mancinelli, Editrice Vita &#38;amp; Pensiero, Milano, 2003 
                                    &#38;nbsp;Apri la Tv - Guida educativa e didattica, Edizioni Centro Didattico Cantonale, Bellinzona, Repubblica e Cantone del Ticino (Ch), 2000
                                    &#38;nbsp;L'incidenza del consumo televisivo in età evolutiva, in I bambini e la Tv, Quaderni per l'Insegnamento, Commissione Regionale Radiotelescuola, Centro Didattico Cantonale, Bellinzona (CH), 1998
                                    &#38;nbsp;I cartoni animati, in I bambini e la Tv, dossier tematico a cura di C. Mondello, Bambini, n.9/1998, Edizioni Juvenilia, Bergamo
                                    &#38;nbsp;La percezione tele-visiva e la sua influenza in età evolutiva, in Cinema e Adolescenza, Moretti &#38;amp; Vitali Editori, Bergamo, 1993  
                                    &#38;nbsp;Televisione e sviluppo cognitivo: indirizzi e contributi recenti della ricerca, in Ikon Ricerche sulla Comunicazione, n. 15, 1987, pagg. 163-186, Franco Angeli Editore, Milano
                                
                            
                        
                    
                        

                        
                            Articoli per riviste di settore:
                        
                        
                        
                            
                                
                                    &#38;nbsp;Bambini, n. 2/1993, n. 5/1993, n. 1/1994, n.2/1994, n.4/1994, n.6/1994, n.1/1996, n.2/2005, n.6/2005, Edizioni Juvenilia, Bergamo  
                                    &#38;nbsp;Occhio Clinico Pediatria, anno I, n.3/1997; anno II, n. 4/1998; anno III, n.3/1999 - Utet Periodici Scientifici, Milano
                                
                            
                        
                        

                    
                
                
            

        
            var acc = document.getElementsByClassName("accordion");
            var i;
            
            for (i = 0; i &#60; acc.length; i++) {
            acc[i].addEventListener("click", function() {
                this.classList.toggle("active");
                var panel = this.nextElementSibling;
                if (panel.style.maxHeight) {
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            });
            }
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	</item>
		
		
	<item>
		<title>philosophy for community</title>
				
		<link>https://filosofia-pratica.it/philosophy-for-community-1</link>

		<pubDate>Mon, 26 Jul 2021 16:12:24 +0000</pubDate>

		<dc:creator>Filosofia pratica</dc:creator>

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		<description>
	
    
    

      
        
          ︎				  filosofia preventiva del cyberbullismo
          
         
       

       
 	     philosophy for community
       

       
 	     
           P4C
           ︎
         
        

        

Philosophy for Community 
 &#38;nbsp; &#38;nbsp; &#38;nbsp; Pratica filosofica di comunità







	E’ una modalità di esercizio del pensiero riflessivo praticata in ambienti nei quali è possibile attivare una community di ricerca filosofica su temi&#38;nbsp; liberamente scelti dai partecipanti o individuati in via preliminare sulla base di specifici bisogni o di problematiche contestuali. 

La pratica filosofica di comunità è indicata nei contesti complessi del vivere contemporaneo, nei luoghi in cui più persone sono coinvolte in attività comuni, quando&#38;nbsp; emerge l’esigenza formativa di realizzare un confronto proficuo e sincero sui temi&#38;nbsp; ritenuti importanti nelle realtà di appartenenza: organizzazioni, aziende, scuole,&#38;nbsp; enti pubblici e privati,&#38;nbsp; associazioni, ospedali, movimenti politici, oratori, centri per anziani, case-famiglia, circoli ricreativi, centri sociali, carceri, ludoteche, ma anche gruppi informali e amicali.
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Chiunque prenda parte alla pratica filosofica vi partecipa portando una parte di sé, lasciandola in consegna alla comunità. Da quel momento il “nostro qualcosa”, che sia un’opinione, un pensiero, un’argomentazione, un’idea, un tratto di esperienza personale, è ceduto. Non è più di qualcuno, ma di tutti. Nulla viene buttato, semplicemente ‘cade’ nel luogo preposto alla sua rigenerazione.


	

“Il mondo è tutto ciò che accade”

Ludwig Wittgenstein
La pratica filosofica di comunità si articola in sessioni, che possono avere una cadenza temporale programmata oppure essere organizzate in circostanze contingenti. I principali metodi di riferimento sono il dialogo, la maieutica, l’argomentazione, l’interrogazione, l’ermeneutica, ovvero l’interpretazione di senso, i procedimenti della logica formale e informale. 

Nelle sessioni trovano spazio la lettura corale, la scrittura di brevi testi (individuali o collettivi), la produzione di pensieri autobiografici, la meditazione come facilitazione all’introduzione della pratica riflessiva e argomentativa.

La philosophy for community sollecita il pensiero critico e creativo, ma al contempo promuove lo sviluppo delle competenze trasversali, le cosiddette soft skills, tanto utili per fronteggiare i compiti della vita e gestire le relazioni in un mondo sempre più sovraccaricato e spesso conflittuale. Nella comunità di ricerca filosofica, infatti, spontaneamente i partecipanti danno spazio all’ascolto, alla comunicazione interpersonale, alla pluralità dei punti di vista, alla volontà di rendere pubbliche le proprie idee, al rispetto dell’opinione altrui, facilitando così la capacità di comprendere e di farsi capire. 


Ciò che si genera con le pratiche filosofiche di comunità, grazie al contributo di tutti e allo sforzo consensuale di intenti,&#38;nbsp; è un arricchimento in significato del tema scelto per la discussione, l’ampliamento del suo orizzonte conoscitivo, la valorizzazione della dimensione esperienziale personale. 
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		<title>p4c</title>
				
		<link>https://filosofia-pratica.it/p4c</link>

		<pubDate>Mon, 26 Jul 2021 16:12:54 +0000</pubDate>

		<dc:creator>Filosofia pratica</dc:creator>

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                    ︎philosophy for community

            
 P4C

            
 				
                	dialogo socratico︎
            

        


 Philosophy for Children - 

P4C 






	&#60;img width="850" height="720" width_o="850" height_o="720" data-src="https://freight.cargo.site/t/original/i/7ca9774cc6916b73d4641e7e249e181714c8b39346af19b06bc9bfedfbfc08be/Andrey-Remnev_Papagena.jpg" data-mid="125325970" border="0"  src="https://freight.cargo.site/w/850/i/7ca9774cc6916b73d4641e7e249e181714c8b39346af19b06bc9bfedfbfc08be/Andrey-Remnev_Papagena.jpg" /&#62;Philosophy for Children non è l’insegnamento della filosofia ai bambini.

E’ il programma curricolare elaborato nel 1974 dal filosofo americano Matthew Lipman, diffuso e praticato nelle scuole di tutto il mondo. E’ finalizzato a promuovere lo sviluppo del pensiero critico e creativo, ricorrendo alle innate disposizioni del bambino, che per sua natura è incuriosito dal mondo circostante e pone tante domande ai suoi interlocutori.&#38;nbsp; Il programma si compone di una serie di racconti scritti dallo stesso Lipman in collaborazione con Ann Margareth Sharp, suddivisi in brevi episodi, corredati di manuali esplicativi. I racconti sono progettati per seguire un percorso evolutivo naturale, a partire dalla scuola per l’infanzia ( 5 anni) fino al biennio della scuola superiore. 

I testi sono pretesti, costituiscono cioè delle occasioni riflessive per promuovere tra i bambini e gli adolescenti l’abilità del pensare insieme. Elevare la qualità del pensiero è infatti lo scopo auto-formativo della P4C. Essendo testi-pretesti, non si rende necessario adottare obbligatoriamente i racconti di Lipman. Anche le poesie, le canzoni, i cartoni animati, gli aforismi, fino ad arrivare per i ragazzi più grandi a sintetiche e semplici estrapolazioni dalle opere dei filosofi, possono trasformarsi in letture fertili per la produzione di pensiero.

  



	














L’obiettivo della P4C prende forma all’interno di una comunità di ricerca, nella quale i “ricercatori” fanno ricorso al dialogo per ragionare insieme su determinati temi, sollecitati da domande in cerca di risposta. La Philosophy for Children, così come le altre pratiche di filosofia, individua nella maieutica (l’arte del domandare) e nell’argomentazione (l’arte dell’esporre buone ragioni) i metodi privilegiati dell’indagine filosofica. Le fasi più importanti delle sessioni di philosophy sono la formulazione dell’agenda delle domande e il piano di discussione che ne segue.


La P4C, nella sua versione più avanzata e già efficacemente sperimentata in alcune scuole inglesi, può essere utilmente impiegata anche per supportare le difficoltà che gli allievi incontrano nella didattica, in particolare nelle materie che richiedono un certo grado di astrazione. La sua applicazione in questo ambito comporta, per un tempo breve, la sospensione della didattica della materia in corso di trattazione per dare spazio allo svolgimento di una o più sessioni di philosophy, nelle quali gli studenti si pongono interrogativi mirati a focalizzare “cosa” produce impasse di apprendimento, cercando insieme le vie del superamento del problema, che possono comprendere anche l’esecuzione di compiti operativi e comporamentali.

Il pregio più grande della P4C, tuttavia, che la distingue nettamente dalle altre pratiche partecipative, risiede nella capacità di far comprendere ai più giovani in che cosa consiste il principio di democrazia deliberativa. Ogni tappa del metodo, infatti, contempla l’assunzione di decisioni da parte della comunità, ed è la comunità stessa a valutare e individuare i criteri da adottare per deliberare.
La P4C poggia saldamente sul pilastro morale. Chiama il dialogante a farsi parte responsabile e attiva della vita della community, contribuendo in prima persona alle scelte e proseguendo poi lungo il solco della decisione. 


Il teacher P4C è un facilitatore.



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		<title>dialogo socratico</title>
				
		<link>https://filosofia-pratica.it/dialogo-socratico</link>

		<pubDate>Mon, 26 Jul 2021 16:13:10 +0000</pubDate>

		<dc:creator>Filosofia pratica</dc:creator>

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                ︎P4C

            
 dialogo socratico

            
 				
                	filosofia per le organizzazioni︎
            

        

Dialogo socratico




	&#60;img width="673" height="794" width_o="673" height_o="794" data-src="https://freight.cargo.site/t/original/i/3112e9ac48a36dde0e7db30d89ed9f32ddffebd611e462f90072bd7f1110b5d8/Swan-Lake---Andrey-Remnev.jpg" data-mid="125325285" border="0"  src="https://freight.cargo.site/w/673/i/3112e9ac48a36dde0e7db30d89ed9f32ddffebd611e462f90072bd7f1110b5d8/Swan-Lake---Andrey-Remnev.jpg" /&#62;La sapienza, secondo Socrate, è la scoperta di verità insite nella ragione e nell’esperienza di ognuno.


	










Il Dialogo socratico è una pratica filosofica di gruppo. Presuppone da parte di tutti i partecipanti l’intenzione sincera di trovare una risposta consensuale all’interrogativo che la comunità di ricerca filosofica ha scelto di approfondire. 


La pratica prende avvio dalla domanda socratica per eccellenza, principio cardine della maieutica: che cos’è?


Domande propriamente filosofiche, in quanto universali e trasversali a ogni forma di società e di cultura, possono essere:
Che cos’è la libertà? Che cos’è l’onestà? Che cos’è la giustizia?


Tuttavia, in base ai contesti in cui il Dialogo socratico si svolge, le domande assumono valenze più specifiche e peculiari. Nell’ambiente ospedaliero, per esempio, le domande potrebbero essere: Che cos’è il dolore? Che cos’è cura?,mentre nelle realtà aziendali ci si può interrogare sul significato del lavoro, sulla eventuale conflittualità nei rapporti tra colleghi, sul senso del lavorare insieme, sul tema dello scambio intergenerazionale, e così via. 


Nel Dialogo socratico la ricerca della risposta non si sviluppa in modo astratto. Nella versione del metodo attualizzata dal filosofo tedesco Leonard Nelson negli anni ’20 del secolo scorso, la pratica comprende una fase autobiografica nella quale i partecipanti raccontano e scrivono un episodio della propria vita in cui hanno vissuto in prima persona l’esperienza del tema individuato per il dialogo. La fase successiva comprende la scelta, attraverso il metodo deliberativo, dell’episodio esemplare, quello che meglio rende conto in senso complessivo del quesito originario, cui segue l’interrogazione del testo attraverso lo svolgimento del dialogo. 


Dal particolare del singolo fatto di vita si risale&#38;nbsp; alla formulazione di una definizione generale nella quale confluiscono le verità di ognuno. Si forma così una verità comune e condivisa, pur se relativa al contesto in cui è emersa.


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		<title>Filosofia per le organizzazioni</title>
				
		<link>https://filosofia-pratica.it/Filosofia-per-le-organizzazioni</link>

		<pubDate>Mon, 13 Dec 2021 08:13:48 +0000</pubDate>

		<dc:creator>Filosofia pratica</dc:creator>

		<guid isPermaLink="true">https://filosofia-pratica.it/Filosofia-per-le-organizzazioni</guid>

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        ︎dialogo socratico

            
 Filosofia per le organizzazioni

            
 				
                	filosofia preventiva del cyberbullismo︎
            

        

Filosofia per le organizzazioni














	
“Se chiudete la porta a tutti gli errori, anche la verità resterà fuori” 


Rabindranath Tagore










Già da tempo grandi aziende e multinazionali individuano nella filosofia la via più adeguata a favorire il cambiamento in ragione delle caratteristiche che le sono proprie all’origine. Prime fra tutte la capacità di pensare, di strutturare i concetti,&#38;nbsp; di supportare le idee nuove con buone ragioni,&#38;nbsp; di porre le domande adatte a indagare i problemi, cioè formulate in modo da tracciare la linea tematica e direzionale lungo la quale innestare il confronto dialogico. 
Il dialogo, in filosofia, non è comunicazione o mero ascolto partecipativo. E’ il luogo dove prendono forma l’interrogazione, l’argomentazione e la sua interpretazione di senso. E’ il luogo dove ci si adopera per condurre la ricerca della soluzione e per correggere laddove la discussione non sia produttiva ai fini della risposta. &#38;nbsp;


La filosofia, però, non è solo questione di metodo. E’ interpello. Anche quando si pongono problemi che coinvolgono in via prioritaria parametri gestionali, il profilo delle questioni non è mai solo tecnico e le questioni stesse non si risolvono se non si è in grado di interagire con la complessità di cui sono intessute. Posti di fronte al compito di individuare o sciogliere i nodi problematici, il management e gli operatori delle organizzazioni dovrebbero avere l’opportunità di interrogarsi, confrontandosi con un orizzonte più ampio ma allo stesso tempo appartenente. Domandandosi, per esempio, cosa è possibile conoscere, cosa è sostenibile dal punto di vista etico o morale, come agire, quali sono i valori dell’agire, quale concreto significato assume la parola ‘responsabilità’ nelle realtà complesse.&#38;nbsp;
	&#60;img width="692" height="960" width_o="692" height_o="960" data-src="https://freight.cargo.site/t/original/i/c7d3ccea44ef8eba42fc25907a51271153213e40ac70eb902101dbdfe7a47d2a/Rene-magritte-La-Victoire-1939-Courtesy-I-1000-quadri-piu-belli-di-tutti-i-tempi-Facebook.jpeg" data-mid="127906657" border="0"  src="https://freight.cargo.site/w/692/i/c7d3ccea44ef8eba42fc25907a51271153213e40ac70eb902101dbdfe7a47d2a/Rene-magritte-La-Victoire-1939-Courtesy-I-1000-quadri-piu-belli-di-tutti-i-tempi-Facebook.jpeg" /&#62;
L’approccio filosofico tonalizza dimensioni che solitamente rimangono nell’ombra, ma che si rivelano di importanza cruciale per il superamento dei problemi all’interno delle organizzazioni. Temi come la giustizia, la cui percezione di mancanza è motivo di malessere, il recupero del senso del proprio lavoro, il riconoscimento del sé professionale,&#38;nbsp; 

l’alterità in ambienti multiculturali, il rapporto con i saperi scientifici e specialistici&#38;nbsp; che possono indulgere nel sentimento di inadeguatezza

sono di pertinenza filosofica e fondamentali per sostenere l’impegno lavorativo in continuità. &#38;nbsp;

La pratica riflessiva aiuta la formazione di competenze personali&#38;nbsp; ‘per il futuro’&#38;nbsp; e allo stesso tempo supporta l’organizzazione nella costruzione di un modo&#38;nbsp; differente di affrontare le questioni che la riguardano. Più aperto, completo e strategico, capace anche di prevenire se i temi su cui riflettere riguardano le risorse umane e il benessere organizzativo.&#38;nbsp;
I processi che portano all’individuazione dei quesiti, che se corrisposti aiutano il superamento dei problemi, afferiscono contemporaneamente alla conoscenza di sé, alla conoscenza dell’ambiente-mondo nel quale si è verificata l’insorgenza di determinate difficoltà, al levare dalle consuetudini il valore di cui è portatrice l’esperienza professionale e lavorativa. Una strada, quella del pensiero critico e della ricerca dell’equilibrio degli opposti in sistemi spesso conflittuali, che la filosofia percorre da millenni. 


Per aziende, istituti scolastici, ospedali, associazioni di volontariato, partiti e movimenti politici, enti pubblici e privati.


Il percorso formativo è ritagliato in forma singolare e peculiare ai bisogni specifici del contesto di riferimento. 
Si svolge attraverso apposite sessioni, per esempio integrando la metodologia della Philosophy for Community con il&#38;nbsp; Dialogo socratico, oppure costruendo percorsi originali orientati filosoficamente.






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		<title>filosofia preventiva del cyberbullismo</title>
				
		<link>https://filosofia-pratica.it/filosofia-preventiva-del-cyberbullismo</link>

		<pubDate>Wed, 12 Jan 2022 08:24:47 +0000</pubDate>

		<dc:creator>Filosofia pratica</dc:creator>

		<guid isPermaLink="true">https://filosofia-pratica.it/filosofia-preventiva-del-cyberbullismo</guid>

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                	︎					 filosofia per le organizzazioni

            
 				filosofia preventiva del cyberbullismo

            
 				
                	philosophy for community︎
            

        

Filosofia preventiva del cyberbullismo








	Il cyberbullismo è questione morale. 
In molti sostengono che gli autori di fatti di cyberbullismo non siano consapevoli del danno e della sofferenza che provocano alla vittima per mancanza di empatia. Pertanto non sarebbero in grado di prevedere le conseguenze del loro gesto. Probabilmente è così. Tuttavia, anche il punto di vista contrario è pienamente legittimo in filosofia e come tale merita di essere preso in considerazione nelle circostanze in cui il rischio di accadimento di episodi di cyberbullismo non è escluso.
 Ovvero che gli autori sanno quello che stanno facendo e che il comportamento molesto è perseguito per ottenere un vantaggio utilitaristico. In termini di potere, per esempio, o più banalmente per trarne divertimento. 
Il cyberbullismo è pertinente alla filosofia. 
La sua comprensione, la riparazione dei suoi argini, il suo venir meno coinvolgono l’interrogazione di temi universalmente trattati dal pensiero filosofico, fondamentali tanto per l’uomo e la sua educazione alla vita, quanto per la formazione sociale e culturale delle comunità. Ambiti di riflessione quali:


la differenza fra “bene e male”, il rapporto fra etica, libertà e ragione, la nozione stessa di libertà (positiva o negativa), il senso del limite, il principio di responsabilità, il giustificazionismo, il concetto di valore morale delle azioni, la volontà, il significato di ‘consenso’ e di comportamento consensuale, i diritti della personalità, la giustizia nella sua connessione con la ‘pena’ (una linea di approfondimento che assume importanza maggiore dopo l’emanazione della legge 71/2017) sono solo alcuni esempi di aree argomentative profondamente tracciate dalla filosofia antica e contemporanea, che possono trasformarsi in percorsi di dialogo altrettanto efficaci e proficui, se non liberatori, per le giovani generazioni. 
L’atelier può concretarsi nella forma della filosofia del ‘qui e ora’, nel caso in cui il laboratorio si costituisca nella contingenza di fatti di cyberbullismo emergenti o urgenti, oppure rappresentarsi in chiave di filosofia preventiva, qualora il cyberbullismo abbia carattere percepito di latenza.
“Ciò che è in questione, anche nelle scelte minori, è quale specie di ‘io’ si stia formando e quale genere di mondo si stia costruendo”
John Dewey










	&#60;img width="510" height="608" width_o="510" height_o="608" data-src="https://freight.cargo.site/t/original/i/ab8a8bdc2c5bf3f0cce4c0eda828e16cfbbfc37cd58e538f64e25e44e1d91561/matt_mahrin_bulling.jpg" data-mid="129882100" border="0"  src="https://freight.cargo.site/w/510/i/ab8a8bdc2c5bf3f0cce4c0eda828e16cfbbfc37cd58e538f64e25e44e1d91561/matt_mahrin_bulling.jpg" /&#62;
Il mio metodo di lavoro prevede la progettazione del percorso, l’indicazione di eventuali supporti selezionati per sollecitare la riflessione e il dialogo, quali film, corti di animazione, poesie, stralci di racconti, canzoni e altre produzioni, la conduzione del laboratorio in qualità di teacher facilitatore.

A titolo di esempio cito l’atelier di filosofia preventiva del cyberbullismo progettato per le scuole primarie e secondarie in preparazione della giornata internazionale sui diritti dell’infanzia del 20 novembre, avviato a partire dall’analisi dell’art.13 della Convenzione ONU del 1989, che afferma il diritto dei minori alla libertà di espressione, ma che al contempo enuncia i limiti connessi all’esercizio di tale diritto. La norma è stata tematizzata in modo differenziato, sia in rapporto all’età dei destinatari, sia nella scelta dei materiali utilizzati come ‘pungolo’ della riflessione. Film e spot pubblicitari nelle scuole primarie; lettura di passi estratti dalle opere delle filosofe Jeanne Hersch e Hannah Arendt, che sulla questione dei diritti umani hanno assunto posizioni diverse, anche contrastanti, nelle scuole secondarie. 


I laboratori di filosofia sul cyberbullismo sono progettati ogni volta in modo peculiare e originale, in funzione dei temi individuati quali oggetto di confronto e degli obiettivi raggiungibili. Il numero degli incontri viene stabilito di comune accordo con gli enti richiedenti la costituzione del laboratorio.
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	</item>
		
		
	<item>
		<title>cosa propongo -mobile</title>
				
		<link>https://filosofia-pratica.it/cosa-propongo-mobile</link>

		<pubDate>Fri, 11 Feb 2022 09:16:47 +0000</pubDate>

		<dc:creator>Filosofia pratica</dc:creator>

		<guid isPermaLink="true">https://filosofia-pratica.it/cosa-propongo-mobile</guid>

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		Cosa propongo
		
		
	





	
    	
            
            
              1. Counseling filosofico individuale o di coppia
            
            
                
                    
                        Per chiarire insieme le difficoltà che attraversano la vita, per esprimere ciò che si pensa e ciò in cui si crede, nella certezza dell’ascolto, del dialogo e del confronto critico e  produttivo. Indicativamente sono proposti 8-10 incontri ma il numero può variare.
                        Il primo colloquio è gratuito. Sono convinta infatti che prima di iniziare la pratica sia importante per il consultante avere chiarezza  sul metodo e sulle aspettative di risposta. La conoscenza della filosofia non è necessaria. 
                    
                
            
            
            
            
            
            
                2. Philosophy for Children P4C
            
            
                
                    
                        Sessioni teorico-pratiche rivolte alle scuole di ogni ordine e grado, alle comunità, ai centri ricreativi e dell’extra-scuola, oratori, ludoteche, case-famiglia e più in generale  a tutte le realtà educative che si occupano di infanzia e adolescenza. I partecipanti avranno modo di conoscere il metodo nelle sue linee teoriche generali, cui seguirà lo svolgimento pratico delle sessioni di P4C secondo il metodo Lipman.
                        Il numero degli incontri è da programmarsi insieme agli interessati.  Indicativamente propongo 5 incontri di 2 ore ciascuno, cui si aggiunge un incontro iniziale gratuito nel quale si converge insieme sull’articolazione delle sessioni a partire dai bisogni dei partecipanti e dall’analisi del contesto.
                    
                
            
            
            
            
            
                3. Dialogo socratico
            
            
                
                    
                        Sessioni teorico-pratiche rivolte a gruppi, comunità, scuole, organizzazioni e in generale a coloro che incuriositi dalla pratica intendono avviare percorsi formativi di riflessione tematica e di riscoperta di sé. Oltre al dialogo, infatti, la pratica chiede ai partecipanti di scrivere qualche episodio della propria vita e di accettare l’eventualità dell’interrogazione reciproca. La pratica, che prende avvio dalla domanda “Che cos’è”, riprende il dialogo socratico nella forma attualizzata dal filosofo tedesco Leonard Nelson e si caratterizza per essere piuttosto articolata nello svolgimento delle sue varie fasi.
                        Il numero degli incontri è da programmarsi insieme agli interessati, tuttavia non può essere inferiore a 6 incontri di 2 ore ciascuno per consentire al percorso di giungere al suo compimento e produrre risposte soddisfacenti al quesito iniziale.            
                    
                
            
            
            
            
            
                4. Filosofia per le organizzazioni
            
            
                
                    
                        Sessioni di gruppo su specifiche esigenze tematiche espresse dagli enti committenti,  condivise con la comunità dei partecipanti. Per il benessere organizzativo, migliorare la qualità delle relazioni negli ambienti complessi, favorire il libero scambio di opinioni in un ambiente non pregiudizievole, per promuovere la formulazione di proposte concrete. Per aziende, istituti scolastici, ospedali, associazioni di volontariato, partiti e movimenti politici, enti pubblici e privati. Il progetto formativo, la tipologia di pratica riflessiva e il numero delle sessioni sono da concordarsi con l’ente promotore dell’intervento.
                        Sono previsti alcuni incontri preliminari di analisi dei bisogni e delle aspettative, finalizzati a strutturare  il percorso formativo nel modo più adeguato a rispondere ai bisogni propri del contesto di riferimento.            
                    
                
            
            
            
            
            
                5. Corsi di formazione in filosofia pratica
            
            
                
                    
                        Su proposta degli interessati, ma anche per mia libera iniziativa, organizzo incontri formativi di introduzione alla Philosophische Praxis e alle pratiche di filosofia.
                        I destinatari dei corsi sono gruppi di persone, non necessariamente professionisti, che desiderano conoscere ma anche sperimentare su di sé i metodi della ricerca filosofica.
                        Indicativamente sono previste alcune lezioni di presentazione delle premesse teoriche della filosofia pratica e dei metodi della ricerca filosofica, cui segue lo svolgimento di sessioni operative di P4C (Philosophy for Children &#38;amp; for Community) e di Dialogo socratico.
                        Su richiesta di un numero anche minimo di persone, è possibile svolgere la formazione in termini di consulenza, qualora i richiedenti abbiano valutato in autonomia di progettare e  condurre nei propri ambienti percorsi orientati filosoficamente e abbiano tuttavia l’esigenza di acquisire proposte e suggerimenti esperti.
                        Il numero degli incontri è pianificato sulle esigenze dei partecipanti e in base al numero di adesioni.
                    
                
            
            

            
            
                6. Atelier di filosofia
            
            
                
                    
                        Laboratori di pensiero progettati sui temi ritenuti interessanti dai partecipanti o dagli enti promotori, con l’ausilio di materiali appositamente selezionati per sollecitare la formulazione di domande e la riflessione, quali film, poesie, corti di animazione, stralci di racconti, canzoni e altri testi, negli ambienti in cui è possibile costituire una comunità. La platea dei destinatari è ampia e variegata. Studenti, genitori, educatori, operatori delle organizzazioni non governative, soci di associazioni, volontari, operatori culturali. Ma anche gruppi informali non organizzati, fra amici.
                        Il numero degli incontri è da programmarsi con gli aderenti all’iniziativa.
                        Il primo incontro è preliminare e gratuito.
                    
                
            
            

            
            
                7. Filosofia in lettura
            
            
                
                    
                        La proposta è di ideazione personale. E’ rivolta alle biblioteche, ai circoli letterari, ai gruppi di lettura, ma anche, per esempio, alle realtà dove per interesse personale o professionale si leggono sceneggiature con l’intento di confrontarsi per trovare vie interpretative adatte a comprendere l’essenza di ciò che sarà rappresentato.
                        In questi ambiti la pratica della philosophy for community chiede ai partecipanti  di sospendere temporaneamente l’attività in corso (per esempio la lettura di un romanzo o il suo commento a posteriori) per lasciare spazio all’interrogazione del testo. L’intermezzo filosofico è particolarmente indicato quando la lettura suscita quesiti, incertezze di attribuzione di significato o di interpretazione, oppure quando più semplicemente fa  emergere il desiderio di fermarsi sulle parole che hanno procurato risonanza nel lettore.  Chi accoglie la filosofia come inserto che ibrida un percorso strutturato, si rende disponibile a confrontarsi su un piano diverso dalla  lettura, accettando la pratica filosofica come connessione che chiarifica, completa e integra in significato e in pensiero l’attività in corso. Ciò che si realizza con la pratica della “filosofia in lettura” è il confronto diretto  fra il sé lettore collettivo  e il testo, piuttosto che il confronto fra l’autore e il testo, pur se mediato dall’intervento del lettore.
                        Operativamente, il procedimento presuppone che i partecipanti scelgano di comune accordo le pagine o le parti di sceneggiatura che hanno sollecitato l’esigenza di interrogazione con strumenti filosofici.
                        Il numero delle sessioni è da concordarsi con i partecipanti, tuttavia si caratterizza per essere minimo: le sessioni infatti sono subordinate all’attività portante, della quale costituiscono un ausilio alla comprensione e all’ampliamento dell’orizzonte conoscitivo con argomentazioni dialogiche. Il percorso di lettura inclusivo della pratica filosofica può essere definito a monte, come parte integrante del programma, oppure proposto e convocato in itinere qualora ne subentri l’interesse o l’aspirazione da parte della comunità.
                    
                
            
            
            
            
            
                8. Philosophy at home
            
            
                
                    
                        Nasce da un’intuizione personale e si rivolge a coloro che incuriositi dalle pratiche di filosofia desiderano sperimentarne l’esercizio a casa propria, anche in occasione di cene, aperitivi, incontri di lettura, altre circostanze conviviali.
                        In questi casi, dopo un incontro preliminare di conoscenza diretta sia della persona promotrice dell’evento di animazione filosofica, sia del luogo di svolgimento della pratica, sarà mio compito portare la philosophy negli spazi domestici destinatari dell’iniziativa, nella forma del Caffè Filosofico, del Dialogo socratico, della Philosophy for Community.            
                    
                
            
            
            
            
            
                9. Sportelli di ascolto a orientamento filosofico
            
            
                
                    
                        La proposta di aprire sportelli di ascolto a orientamento filosofico è rivolta in particolare ai Comuni e alle scuole secondarie. Gli sportelli filosofici si configurano come un canale di ascolto innovativo dei problemi che i cittadini pongono alle istituzioni.
                        Nelle scuole si caratterizzano per la facilità di accesso e perché consentono agli studenti di godere di una maggiore libertà nell’esposizione delle proprie difficoltà, svincolati dal peso di dover giustificare ai compagni l’eventuale frequentazione di uno sportello a carattere psicologico.
                        Nei Comuni, invece, gli sportelli rappresentano il tramite diretto fra i cittadini e l’istituzione. Possono aiutare a dare costrutto alla dimensione etica della città, a rendere conto del principio di cittadinanza attiva e a rendere presente alle autorità quali siano i bisogni concreti dei cittadini, che non attengono solo alla sfera socio-assistenziale o economica, ma più spesso riguardano la qualità della vita, i diritti, l’uguaglianza e la disuguaglianza, il clima sociale, le paure, il rapporto con le comunità di diversa provenienza.
                        L’obiettivo di realizzare l’apertura dello Sportello filosofico richiede la predisposizione di un progetto bene inquadrato nel contesto, la pianificazione dei tempi, l’individuazione di uno spazio idoneo, una fase sperimentale di apertura in cui si verificano il funzionamento e l’efficacia del servizio.
                        Propongo agli enti interessati l’avvio di una serie di incontri preliminari a titolo gratuito per valutare la fattibilità dell’iniziativa e le modalità di conduzione dello Sportello filosofico.
                    
                
            
            
            
            
            
                10. Percorsi filosofici di contrasto del cyberbullismo
            
            
                
                    
                        Laboratori di filosofia sul cyberbullismo progettati per rispondere a specifici bisogni e aspettative dei partecipanti. I temi di interesse sono individuati in via principale da chi ne richiede la costituzione, nei contesti in cui è possibile attivare una comunità di ricerca filosofica argomentativa.
                        L’atelier può concretarsi nella forma della filosofia del 'qui e ora', nel caso in cui il laboratorio si costituisca nella contingenza di fatti di cyberbullismo emergenti o urgenti, in quanto già accaduti, oppure rappresentarsi in chiave di filosofia preventiva, qualora il cyberbullismo sia percepito come latente.
                        Il mio metodo di lavoro prevede la progettazione del percorso, l’indicazione di eventuali supporti selezionati per sollecitare la riflessione e il dialogo, quali film, poesie, stralci di racconti, canzoni e altre produzioni, la conduzione del laboratorio in qualità di teacher facilitatore. L’atelier si articola in sessioni di filosofia.
                        E’ anche possibile da parte mia fornire formazione e consulenza agli educatori già preposti a svolgere attività di contrasto del cyberbullismo, qualora l’intendimento sia di intraprendere in autonomia percorsi di riflessione e di dialogo a orientamento filosofico.
                        L’atelier è progettato ogni volta in modo peculiare e originale, in funzione dei temi la cui trattazione è individuata come prioritaria, dei bisogni dei partecipanti e degli obiettivi raggiungibili. Il numero degli incontri viene stabilito di comune accordo con gli enti promotori dell’iniziativa educativa. E’ proposta la programmazione di alcuni incontri preliminari gratuiti per definire le linee progettuali più consone alla specificità del percorso da intraprendere.
                    
                
            
           
        

        
        
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